Circolare N° 5/2017

In un articolo di ieri, avevano segnalato delle criticità in merito alla procedura di Democrazia Partecipativa lanciata dal Comune di Ciminna, ritenendo tale procedura non idonea all'individuazione del bene da finanziare attraverso una votazione elettronica, così per come formulata dall'Amministrazione.

A seguito di alcune segnalazioni, abbiamo ulteriormente approfondito l'argomento, trovando una Circolare Attuativa la n° 5 del 2017 dell'Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Sicilia, rilasciata proprio per fare chiarezza e uniformare i comportamenti delle singole Amministrazioni Locali in materia di Democrazia Partecipata.

Con nostro rammarico notiamo che le indicazioni date dall'Assessorato non trovano riscontro in quanto attuato dall'Amministrazione ciminnese, poiché la norma prevede una partecipazione attiva e propositiva da parte del cittadino già durante la formazione del bilancio, con proposte finalizzate ad indirizzare il 2% dei fondi erogati dalla Regione su progetti di iniziativa popolare, così da valorizzare i c.d. "saperi d'uso" dei cittadini che possono svolgere nei processi decisionali un importante ruolo, quali strumenti di valutazione e razionalizzazione delle spese e dei criteri distributivi, nonché di maggiore responsabilizzazione nell'uso delle risorse da parte degli amministratori locali.

La circolare affronta in modo chiaro l'argomento più critico, cioè quello legato alle modalità di coinvolgimento della cittadinanza, in quanto la norma regionale non prevede alcuna specifica indicazione, quindi di fatto le Amministrazioni non sono vincolate ad una specifica procedura.

Il suggerimento dell'Assessorato, però, è quello di individuare come modalità per il coinvolgimento della cittadinanza il metodo del "Bilancio Partecipativo" quale forma di democrazia diretta più ampia e consona all'attuazione della Democrazia Partecipativa.

Quindi, il cittadino nello spirito della norma non viene chiamato a scegliere sulla realizzazione di un'opera al posto di un'altra, ma a proporre soluzioni ed iniziative da inserire in bilancio, avendo in questo caso un vero e proprio ruolo attivo e di vera partecipazione alla vita democratica dell'Ente.

Naturalmente il tutto dovrà essere oggetto di apposita regolamentazione, prevedendone finanche la possibilità alla cittadinanza di valutare la realizzazione dei lavori e dei servizi con il processo partecipativo dell'anno precedente.

Si legge nella circolare: con tale strumento - di cui si osserva una crescente diffusione anche presso gli Enti locali italiani, mediante la sua previsione nello statuto e l'adozione di specifica disciplina con apposito regolamento - si permette, infatti, alla popolazione di inserirsi nell'intero processo decisionale relativo alla manovra di bilancio, attraverso il suo coinvolgimento nella scelta degli obbiettivi e delle modalità di spesa delle risorse pubbliche per interventi sul territorio.

E continua... La partecipazione si realizza, in tal caso, tramite un preciso percorso nel quale, dopo aver informato e consultato la cittadinanza, si procede all'assunzione della decisione e alla predisposizione del del documento della partecipazione, sulla base del quale avviene il monitoraggio e la verifica del conseguimento degli obiettivi e/o della realizzazione degli interventi individuati. In particolare, la popolazione del territorio interessato è invitata a precisare i bisogni e a stabilire le priorità in vari campi o settori (ambiente. educazione, salute, viabilità ecc.), l'Amministrazione provvede, attraverso un apposito organismo a fornire le informazioni tecniche, legali e finanziarie e a predisporre l'elenco delle priorità all'ufficio di pianificazione, che stila un progetto di bilancio, nel quale si tiene conto delle priorità indicate dai gruppi di cittadini.

Obbiettivamente riteniamo che l'interpretazione di democrazia partecipativa data dall'Assessorato, sia del tutto condivisibile, perché seguendo queste direttive il cittadino diventa veramente parte attiva dell'indirizzo delle scelte dell'Amministrazione, anche se limitatamente al 2% dei trasferimenti dell risorse economiche che la Regione eroga alle Amministrazioni Locali.

Cosa che invece non avviene se il cittadino viene chiamato a votare (in forme più o meno accettabili) per scegliere la realizzazione di un progetto al posto di un'altro, progetti sempre individuati e proposti dagli amministratori locali.

Ci auguriamo che il Sindaco Vito Barone e la Giunta tutta, possa in tempi brevi rimediare, qualora non fosse possibile per l'anno in corso almeno per gli anni futuri.

Per una attenta lettura ed approfondimento della circolare in questione, ne alleghiamo copia al presente link.

 

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