COMITATO “NO TARSU CIMINNA” – COMUNICATO –

Di seguito la nota del legale del comitato relativa alla sentenza n° 1582/12/19 depositata il 13/03/2019

La nota del legale, spiega bene l’assurdità della sentenza che respinge il nostro ricorso.

Abbiamo intrapreso questa battaglia nel tentativo di tutelare gli interessi dei ciminnesi rispetto all'aumento abnorme delle tariffe TARSU deciso dall'amministrazione Catalano.

Aumento che come, abbiamo sempre detto, non trovava riscontro alcuno nell'innalzamento della qualità del servizio di raccolta e differenziata dei rifiuti, bensì s’innescava nelle dinamiche opache di gestione della Coinres, sappiamo bene la fine che ha fatto il consorzio e le inchieste della magistratura che lo hanno interessato.

Siamo sempre convinti che quella era ed è un’azione giusta, oggi alla luce della sentenza ultima e di quelle precedenti, possiamo dire che la partita non è finita.

Il comitato si propone di organizzare un’assemblea cittadina nella quale il legale, Dr. M. Greco relazionerà su quanto fatto e su quello che ancora si può fare.

“Con sentenza n. 836/05/19 depositata il 11/02/2019 la Commissione Tributaria Provinciale di Palermo ha accolto il ricorso di tre contribuenti del Comune di Ciminna avverso il sollecito di pagamento riferito alla TARSU 2012 notificato dal Comune.

La CPT ha dichiarato non perfezionato il procedimento notificatorio di detti solleciti di pagamento avendo il Comune affidato tale fase della riscossione ad un’agenzia privata in luogo del servizio postale universale.

Con sentenza n. 1582/12/19, depositata il 13/03/2019, la Commissione Tributaria regionale di Palermo ha respinto l’appello presentato dai contribuenti di Ciminna avverso la sentenza di 1° grado emessa dalla CPT di Palermo.

In sostanza, la CTR di Palermo, in poco più di una pagina, ha confermato la sentenza della CTP di Palermo con motivazioni che prima ancora di essere del tutto infondate sono irrispettose non solo della stessa giurisprudenza registratasi presso le diverse sezioni della CTR, ma anche del ricorso in appello che, con non poche argomentazioni, ha cercato di far comprendere le ragioni dell’illegittimità nella emissione degli avvisi di pagamento per la TARSU riferita all’anno 2012.

Stringate e offensive sono le motivazioni ivi contenute che meriterebbero di essere appellate con ricorso in Cassazione. In nessuna parte della sentenza viene confutata ciò che hanno scritto gli appellanti né, tanto meno, la CTR ha inteso supportare la propria decisione con riferimenti giurisprudenziali che, invero, sono presenti diffusamente in senso opposto sia per la parte tributaria per quella amministrativa.

Fermo restando l’ipotesi dell’appello in Cassazione, che ovviamente richiede modalità e costi poco compatibili con lo strumento del ricorso collettivo e cumulativo, la riscossione della TARSU per l’anno 2012 è comunque decaduta, non potendo il Comune far valere l’interruzione dei termini notificata mediante i citati solleciti di pagamento. Se è vero che la sentenza della CPT che ha annullato i solleciti di pagamento fa stato solo per i tre contribuenti che hanno fatto ricorso, è altrettanto vero che la nullità di tali solleciti di pagamento potrà essere fatta valere anche nella fase coattiva del tributo, visto che il Comune non potrà far valere alcuna interruzione dei termini.        

29 aprile 2019                                                                                                           Dott. Massimo Greco”

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