Era già TUTTO SCRITTO

Riportiamo l'articolo di Palermo Today del 5 dicembre 2017 "La burocrazia lumaca che uccide la crescita: 4 anni e mezzo per un'autorizzazione", in cui viene riportato l'impegno del Governatore della Sicilia a snellire la burocrazia nei confronti delle imprese, prendendo ad esempio il caso "Green Planet".

In meno di tre mesi la promessa è stata mantenuta e l'autorizzazione rilasciata. 

Questa è la dimostrazione del fallimento della Politica locale che non ha saputo far prevalere nei confronti del nuovo Governo Regionale, le ragioni della popolazione ciminnese da sempre in gran maggioranza contraria all'aumento da 9 a 33 tonnellate giornaliere di rifiuti da trattare. 

Ormai il dato è tratto, l'unica strada da percorrere a salvaguardia del territorio ciminnese è quella di un eventuale ricorso al TAR avverso l'autorizzazione rilasciata dal Presidente della Regione.

Nell'incontro odierno svoltosi presso i locali dell'Aula Consiliare di Ciminna, abbiamo chiesto al Sindaco la creazione di un comitato tecnico comunale, finalizzato all'individuazione di eventuali criticità dell'impianto di trattamento rifiuti della Green Planet, per potere effettivamente sostenere un eventuale ricorso al TAR.

Non è più tempo di "Dilettanti allo Sbaraglio"

di seguito l'articolo  di Palermo Today


"La burocrazia lumaca che uccide la crescita: 4 anni e mezzo per un'autorizzazione

Imprenditori contro burocrazia, l’eterna lotta. No, non è un videogioco o una saga cinematografica. E' la realtà di una Sicilia che chiude la porta in faccia allo sviluppo, che scoraggia gli investimenti produttivi, che in generale frena le imprese. "I ritardi della pubblica amministrazione" - questo il nome scelto per lo studio condotto da Sicindustria, che ha monitorato l’iter di 85 provvedimenti emessi dalla Regione - è una sequenza di numeri da paura.

I numeri della mala burocrazia

Per quanto riguarda l’autorizzazione unica alla costruzione e alla messa in esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, il tempo massimo stabilito dalla legge per avere risposta è di 180 giorni. In Sicilia, sulla base dei 22 casi esaminati, servono 1.733 giorni (4 anni e 7 mesi) per avere l’ok ad un’istanza: circa dieci volte il tempo massimo. Entro i termini solo il 9% delle domande. Per la procedura di valutazione d'impatto ambientale (Via) l'ipotesi di tempo massimo è 210 giorni. Su 29 casi il tempo medio rilevato è stato di 1.065 giorni (quasi tre anni), circa cinque volte il tempo massimo. Nel 2016-2017 il tempo medio riferito alle autorizzazioni è aumentato a 1.211 giorni. Entro i termini solo il 10% dei casi esaminati. Per l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), l'ipotesi di tempo massimo è di 180 giorni. Su 29 casi il tempo medio rilevato è di 1.166 giorni (più di 3 anni), circa 6,5 volte il tempo massimo ipotizzato. Entro i termini solo il 3,4% dei casi esaminati. Ci sono anche i casi limite: 3.725 giorni per un’autorizzazione unica, 4.014 giorni per la Via, 4.158 per l’Aia. In Trentino Alto Adige il tempo medio per una Via è di 250 giorni, per l’Aia 162 giorni, con il 60% delle pratiche che vengono archiviate nei termini prefissati dalla legge.

Le soluzioni di Sicindustria e l'appello al governo

L’associazione degli industriali propone delle soluzioni per accelerare le procedure: assegnare termini perentori alle varie fasi burocratiche, estendere l’istituto del silenzio-assenso, convocare conferenze di servizi solo per decisioni importanti, semplificazione e trasparenza con un maggiore utilizzo di piattaforme telematiche, monitoraggio dei processi per individuare le criticità. "Dalle testimonianze degli imprenditori emerge un quadro drammatico" afferma Giuseppe Catanzaro, presidente di Sicindustria. "Bisogna evitare - aggiunge - che gli imprenditori facciano ancora la questua negli uffici pubblici, occorre evitare i contatti anomali, le alterazioni, assicurare agli imprenditori un contesto di vicinanza con la pubblica amministrazione e non di aggressione mirata, come talvolta accade, contro l'impresa". Quindi l'appello al nuovo governo regionale: "La 'mamma' di tutte le povertà si chiama inefficienza. Dove c'è un contesto efficiente c'è benessere e un reddito sociale alto, dove c'è inefficienza c'è quello che noi ora tocchiamo con mano, cioè disagio sociale. Noi proponiamo un’alleanza con le famiglie, perché vogliamo creare benessere e posti di lavoro. Alla Regione chiediamo normalità".

La storia di un imprenditore

Il caso della Green Planet srl, società proprietaria a Ciminna di un centro per il trattamento dell’organico con recupero energetico del biogas, è l’esempio lampante di come l’inerzia burocratica possa rappresentare un freno anche per la raccolta differenziata. Nel 2014, l'azienda diretta da Angelo Baiamonte chiede alla Regione l’ampliamento di un impianto di compostaggio; dalla Regione però ancora nessuna risposta. "Vogliamo portare la capacità dell’impianto dalle attuali 3mila a 10mila tonnellate. Abbiamo ottenuto tutti i pareri positivi in conferenza di servizi, ci manca solo il via libera finale. Finora non c’è stato verso, nemmeno con le diffide. L’unica strada che ci rimane sono le vie legali" dice Baiamonte, amministratore delegato della Green Planet, che ha in costruzione altri due centri di compostaggio: uno a Custonaci (Trapani) e un altro ad Acquaviva Platani (Caltanissetta). Al fianco dell’azienda si sono schierati pure i sindaci di dieci Comuni del Palermitano, costretti oggi a portare i rifiuti nelle discariche di Siculiana e di Lentini. Con un aggravio di costi - di trasporto e conferimento - per i Comuni. "Portare l’organico in un centro come il nostro consentirebbe un risparmio di 30-40 euro a tonnellata", dice Baiamonte.

La promessa di Aramo e Grasso

Il governo Musumeci, presente al cospetto dei vertici siciliani di Confindustria con gli assessori Gaetano Armao (Economia) e Bernardette Grasso (Funzione pubblica), promette il dimezzamento dei tempi per le autorizzazioni. Una promessa che è un impegno, pena le dimissioni: "Se entro un anno esatto da oggi non riusciremo a dimezzare queste cifre causate dalle inadempienze della pubblica amministrazione - dice Armao - ci dimetteremo, perché vorrà dire che non avremo fatto un buon lavoro". Sulla stessa scia Grasso, che assicura una riforma breve per ridurre l’impatto della burocrazia. Parola d’ordine: snellire. Lo ripete anche Armao, entrando nel dettaglio: "La soluzione tecnica - conclude - la adotterà la Giunta con un ddl che intervenga sulla delegificazione o con un intervento legislativo che metta mano all'attuale impianto normativo che risale al 2011 e che sconta i ritardi di una Regione che ha omesso di adeguarsi ai principi della riforma della pubblica amministrazione statale"."


 

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