Migranti, ordinaria Emergenza

 

In passato abbiamo trattato più volte l'argomento migranti, percependo atteggiamenti contrapposti in chi ci legge.
Dando per scontato che è dovere di tutti i cittadini europei, ottemperare all'accoglienza di questi flussi migratori, pensiamo che sia altrettanto importate garantire anche le comunità che li accolgono.


Il nostro ragionamento, vuole partire da molto più lontano della nostra amata Ciminna, perché per parlare di questo fenomeno non possiamo iniziare dalla fine.
Le cronache di questi giorni ci consegnano uno spaccato della gestione dell'emergenza migranti tutt'altro che interessata all'effettiva accoglienza, in quanto a farla da padrone sono gli interessi degli operatori dell'accoglienza, interessi che naturalmente sono in contrasto con le attività finalizzate al blocco delle tratte dei migranti.
E' noto a tutti, che il meccanismo che porta tutti questi migranti nei nostri porti è un sistema alquanto strano, e vi spieghiamo il perché.
In passato, i migranti arrivavano con le loro imbarcazioni nelle nostre acque territoriali, e quindi il nostro intervento era un atto più che dovuto, oggi invece, si è consolidato un meccanismo più che perverso, in quanto chi gestisce questi viaggi sa benissimo che a poche miglia dalle coste di partenza troveranno una imbarcazione che li soccorrerà.
A noi non interessa la recente polemica dei presunti contatti tra gli scafisti e le O.N.G. che gestiscono le navi traghetto orbitanti nel mediterraneo, ma bensì i porti di attracco di queste navi di migranti misti a profughi, perché non tutti sono profughi.
L'illogicità di questo meccanismo, ci porta a pensare che gli interessi affaristici sono superiori a quelli umanitari. Ci chiediamo: perché lo stato italiano accetta che tutte le navi che fanno spola nel mediterraneo debbano attraccare nei nostri porti? Perché in campo europeo non si decide di smistare questi viaggi in diversi porti di nazioni europee?
Per chi non è addentrato nella materia, riterrà di poco conto questa puntualizzazione, in realtà è di fondamentale importanza per alimentare il business dell'accoglienza.
La legislazione europea, prevede che i presunti profughi possano chiedere asilo politico nello Stato in cui approdano per primi. Quindi se tutte le navi che collaborano nelle operazioni di soccorso/traghettamento distribuissero i migranti nei vari porti europei, si avrebbe una equa distribuzione della gestione dell'accoglienza e del primo soccorso di queste popolazioni, riducendo il carico di lavoro delle istituzioni italiane che ormai va verso il collasso.
Pertanto, l'accoglienza dei migranti agevola da un lato lo Stato italiano, perché ne ricava dei benefit in termini di una maggiore elasticità sul debito pubblico, dall'altro lato è diventata, al pari dell'emergenza rifiuti, uno dei maggiori volani propulsivi in termini di creazione di posti di lavoro e di speculazione finanziaria.
Sono noti a tutti i costi giornalieri per la gestione di un migrante, costi che raddoppiano in presenza di minori. Naturalmente non tutte le strutture sono uguali, ma la cronaca dei telegiornali e le notizie che girano sui social, non lasciano ben sperare su queste nuove forme di opportunità lavorative.
L'aumento esponenziale di questo fenomeno, ha messo in crisi tutte le strutture di accoglienza individuate dalle Prefetture della Repubblica, costringendo i Prefetti a cercare strutture anche in provincia per consentire una accoglienza dignitosa a questi migranti.
Una di queste strutture è la Soc.Cop. Onlus Facility Service che da poco oltre ad effettuare servizio di ambulanze e assistenza domiciliare, si occupa di accoglienza migranti a Ciminna con la creazione di una R.T.I. con la METAMORPHOSI SOCIETA' COOPERARIVA SOCIALE O.N.L.U.S. che ha in uso i locali dell'ex Boccone del Povero di Ciminna.
A quanto pare la R.T.I. si è aggiudicata una gara della Prefettura di Palermo per fornire accoglienza ed assistenza ai migranti, tant'è che la scorsa notte sono stati accompagnati presso i locali della METAMORPHOSI circa 25 migranti di origine curda tra cui molte donne con bambini piccoli.
La cosa non è passata inosservata alla nostra comunità, in quanto i migranti per paura di essere bloccati nella struttura di accoglienza, in attesa del completamento delle operazioni di rito, hanno preferito passare la notte all'aperto nei pressi di piazza Alcide De Gasperi.
Dell'evento ne ha pure parlato il neo Sindaco Vito Barone, comunicando durante il Consiglio Comunale a tutta la cittadinanza, il suo dissenso sulle modalità operative attuate dal Prefetto di Palermo, circa la mancata notifica dell'arrivo nel territorio ciminnese di questo folto gruppo di extracomunitari e annunciano la convocazione di un'assemblea cittadina per discuterne con i cittadini.
I cittadini ciminnesi sono noti per la loro accoglienza e generosità, quindi siamo certi che non mancheranno testimonianze di solidarietà di nostri concittadini nei confronti di queste popolazioni più sfortunate.
Siamo altresì convinti, che si debba procedere ad un piano di coordinamento in cui vengano pianificati di concerto con la Prefettura, il Sindaco, le Forze dell'Ordine, la Parrocchia, la R.T.I., le associazioni di categoria e la cittadinanza, tutte le misure precauzionali inerenti le profilassi sanitarie e la gestione dell'ordine pubblico, in una comunità, come quella ciminnese che fino ad oggi non ha avuto modo di pianificare una reale integrazione con situazioni simili.
Nel rispetto dei diritti di tutti, continueremo a vigilare la gestione di questo nuovo centro di accoglienza temporaneo al fine di garantire cittadini ed ospiti.

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